| Giovanni Verga |
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Biografia
Incoraggiato a scrivere da Antonino Abate, nel 1857-58 Verga compone il suo primo romanzo, Amore e Patria, ispirato alla rivoluzione americana. Si iscrive alla facoltà di legge dell’Università di Catania per desiderio del padre, senza peraltro dimostrare grande interesse per questi studi, che abbandona definitivamente nel 1861 su incoraggiamento della madre. Tra il 1859-64 Verga si dedica al giornalismo, fondando con Nicolò Niceforo il settimanale politico “Roma degli Italiani”, di intenti unitari e antiregionalistici. Pubblica a proprie spese il romanzo I carbonari della montagna. Muore il padre Giovanni Battista. Lascia la Sicilia e si stabilisce a Firenze, capitale d’Italia e centro della vita politica. Tra il 1865-71 ha inizio il sodalizio letterario con Capuana. Viene introdotto negli ambienti letterari fiorentini da Francesco Dall’Ongaro. Conosce Giselda Fojanesi e se ne innamora. Pubblica Storia di una capinera che l’anno prima era uscito a puntate nel giornale di mode “La Ricamatrice”. Trasferitosi a Milano, 1872-79, anche se con frequenti ritorni in Sicilia, diventa frequentatore abituale del salotto della contessa Maffei, di Vittoria Cima e di Teresa Mannati-Vigoni. Pubblica Eva e Tigre reale. Nel 1877-78 muoiono la sorella prediletta Rosa e la madre alla quale era legato da profondo affetto. In seguito ad una crisi di sconforto, che lo aveva quasi fatto decidere di ritornare in Sicilia, nel 1874 scrive in soli tre giorni la novella Nedda, che viene pubblicata il 15 giugno dello stesso anno. Ritorna in Sicilia ed aderisce al verismo. 1880-84 pubblica presso Treves Vita dei campi. Incontra, a distanza di quasi dieci anni, Giselda Fojanesi, con la quale ha una relazione che dura circa tre anni. Nel 1881 Pubblica I Malavoglia. Nel 1883 Pubblica Novelle rusticane. Torna in Sicilia “stanco d’anima e di corpo”, per rigenerarsi e cercare di finire Mastro don Gesualdo. Viene rappresentato, nel 1884 al teatro Carignano di Torino, il dramma Cavalleria rusticana che riscuote subito grande successo. Mastro don Gesualdo 1888-90 viene pubblicato a puntate sulla Nuova Antologia, mentre Verga lavora sodo per revisionare o riscrivere ex-novo tutti i sedici capitoli e nel 1889 ne esce una nuova pubblicazione. Incontra la contessa Dina Castellazzi di Sordevolo, cui rimarrà legato per il resto della vita. Progetta di completare il Ciclo dei Vinti con la Duchessa di Leyra e L’onorevole Scipioni. Tra il 1891-95 inizia la causa contro Mascagni e l’editore Sonzogno per i diritti sulla versione lirica di Cavalleria Rusticana, che lo scrittore vince nel 1893 e dalla quale riceve un sostanzioso rimborso che gli permette di superare i suoi problemi economici. Nel 1895 si incontra a Roma con Capuana e Zola. Nel 1896 Escono i drammi In portineria, Cavalleria rusticana e La Lupa. Quest’ultima viene rappresentata al teatro Gerbino di Torino. Nel 1907 Verga rallenta la sua produzione e si dedica sempre più spesso a lavoro e alla cura delle sue terre. Scrive l’ultima novella, Una capanna e il tuo cuore 1919, che viene pubblicata postuma nel 1922. Pubblica un’edizione riveduta delle Novelle rusticane. È nel 1920 viene nominato senatore. Colpito da paralisi cerebrale il 24 gennaio, muore nella sua casa di Catania il 27 gennaio del 1922.
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Giovanni Verga

Giovanni Carmelo Verga nasce a Catania il 2 settembre 1840, figlio di Giovanni Battista Verga Catalano e di Caterina Di Mauro, proprietari terrieri. Nella città natale trascorre la sua giovinezza, educato ai valori romantico-risorgimentali.