| Il castello di Aci |
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La storia del castello
Il disastroso terremoto che sconvolse la Sicilia orientale nel 1693 recò al castello ingenti danni, che furono tuttavia riparati negli anni successivi dai discendenti del Massa. Nel XIX secolo il castello entrò a far parte del Demanio Comunale, ma nel 1818 un terremoto provocò nuovamente danni così gravi che esso non poté più essere utilizzato come prigione. Carenti le notizie storiche sulla seconda metà dell'ottocento; il castello tuttavia ispirò in questo periodo a Giovanni Verga la novella "Le storie del castello di Trezza" che, tra amori, tradimenti e fantasmi, narra le affascinanti vicende di don Grazia e di donna Violante. Agli inizi del XX secolo il castello di Acicastello divenne deposito di masserizie; durante la seconda guerra mondiale una grotta della rupe venne usata come rifugio antiaereo. Poichè il castello sorge su di un promontorio di roccia lavica a picco sul mare blu cobalto è praticamente inaccessibile tranne che per l'accesso attraverso una scalinata in muratura. Il ponte levatoio in legno che oggi non esiste più, occupava parte della scalinata d'ingresso. Al centro della fortezza si trova il «donjon» la torre quadrangolare, fulcro del maniero. Rimangono poche strutture superstiti: l'accesso, che conserva i resti dell'impianto del ponte levatoio, il cortile dove si trova un piccolo orto botanico, diversi ambienti, fra cui quelli dove è accolto il museo e un cappella (secondo alcuni bizantina) ed un'ampia terrazza panoramica sul golfo antistante da dove si gode un bel panorama sui Faraglioni e sull'isola Lachea di Aci Trezza. Il Castello, oggi sede di un Museo civico posto all'interno del castello, grazie alla promozione di diverse iniziative culturali (mostre, convegni, visite guidate, concerti, studio del materiale paleontologico ed archeologico), e meta di visitatori di tutto il mondo.
Museo Civico del Castello - Aperto tutti i giorni, tranne il lunedì - Tel. 095 271026 ( Acicastello )
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Il castello di Aci
