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La leggenda popolare narra che il corpo del pastorello Aci, innamorato della ninfa Galatea e ucciso dal ciclope Polifemo per gelosia, si sia smembrato in nove parti, cadute dove poi sono state fondate le nove Aci, ai piedi dell'Etna.
ACI TREZZA - Piccolo borgo di pescatori, dagli scenari mozzafiato, dove emergono dalle acque cristalline i Faraglioni e l'isola Lachea. Di notevole interesse risultano essere la Chiesa di S. Giovanni, patrono del paese, festeggiato il 24 Giugno e il museo casa del nespolo. Il porticciolo, invaso di barche e di pescatori, sembra ancor oggi popolato dai Malavoglia di G. Verga, ed proprio nella vecchia Trezza del 1948 che L. Visconti decise di girare il film "la terra trema", rispettando l'ambientazione del romanzo da cui il film è stato tratto. Oggi una delle più rinomate località turistiche della costa orientale.
ACI CASTELLO - Il comune della Riviera dei Ciclopi, il nome Aci Castello deriva dal castello posto su un vicino colle di pietra lavica e costruito nel 1076 dai Normanni. Di notevole interesse architettonico risultano essere la Chiesa Madre con notevoli affreschi opere di Pietro Vasta (1697-1760) e il Castello normanno, oggi sede di un Museo Civico che riunisce minerali e reperti archeologici. Dalla cima si gode di una bella vista dei Faraglioni e dell'Isola Lachea. Piccolo borgo sulla costa della Sicilia orientale, nel tratto chiamato anche Riviera dei Limoni, è una delle rinomate località turistiche.
ACI REALE - Città dei numerosi palazzi in stile barocco e dai cento campanili costruiti in seguito al terremoto del 1693 che ha colpito e distrutto molti centri della Sicilia orientale. Acireale è anche la città di antiche tradizioni termali, le fonti di acque sulfuree che sgorgano nella zona sud della città, ove sorgono le "Terme di Acireale", erano conosciute fin dall'antichità, dai romani. Di notevole interesse è il carnevale, considerato "il più bel carnevale di Sicilia" che si svolge per le vie principali del centro con sfilate di carri allegorici, carri infiorati, gruppi mascherati e serate danzanti in piazza.
ACI CATENA - La cittadina originariamente si chiamava Scarpi e sorgeva intorno al Palazzo Riggio, Principe di Campofiorito. Dopo il terremoto del 1693 il paese si allargò a causa delle persone sfollate dai vicini paesi distrutti dal terremoto. Nel 1826 poi il paese cambio nome per prendere l'attuale che deve il nome al culto della Madonna della Catena, presenta un grazioso centro che si costruisce, come per incanto, intorno alla centrale piazza Umberto, delimitato dal bel palazzo municipale ed altri nobili palazzi di fine '800 ed inizio '900 che abbelliscono anche le adiacenti via IV Novembre e via Matrice. Vi si trova anche la settecentesca chiesa Madre ed adiacente, il Palazzo del Principe Riggio fondatore di Aci Trezza, purtroppo in rovina.
ACI S. FILIPPO - Piccolo centro frazione del comune di Aci Catena, oggi sviluppatosi abitativamente, di notevole interesse, la Chiesa Madre, dalla bella facciata XVIII sec. fiancheggiata da un campanile dal basamento in pietra lavica. La cittadina risulta, dai documenti storici, una delle più antiche delle 9 Aci. Aci S. Filippo nasceva in seguito all'eruzione del 1169 e prendeva il nome di quartiere Xacche, da cui forse aveva origine l'antica denominazione di Carcina nei secoli XV e XVI. Aci S. Filippo costituiva assieme ad Aci S. Antonio, dal 1639, anno in cui si separava da Aci Acquilia (oggi Acireale), la storica città denominata Aci SS. Antonio e Filippo, che abbracciava un vasto territorio. Poi dal 1826 dava il nome al nuovo comune di Aci S. Filippo e Catena.
ACI PLATANI - Piccolo centro anch'esso frazione del comune di Aci Catena. Il nome deriverebbe dalle tendenti trasformazioni mitologiche di un tempo, Aci, della stirpe di Saturno, sarebbe stato il re del territorio e avrebbe sposato Galatea, figlia unica del re Pico. Il loro figlio primogenito si sarebbe chiamato Platano, perché concepito e partorito nella selva di Platani, vicina alla cittadina acese.
ACI S. LUCIA - Oggi rione di Acicatena, si trova ha delimitare il confine tra i comuni di Acireale e Acicatena, anticamente apparteneva ad Aquilia (Acireale) come tutte le nove Aci. Con il decreto di separazione del 1640 che distaccava anche i quartieri di Castello, Trezza, Bonaccorsi, S. Filippo, S. Antonio... fece parte della nuova città che si chiamò Aci SS. Antonio e Filippo. Il nome derivava dall'antica chiesa di S. Lucia che ancora oggi domina la contrada di Acicatena.
ACI BONACCORSI - Il nome Aci Bonaccorsi deriva dall'antica contrada di Bonaccorsi che insieme ai paesi di Paoli, Leoni e Battiati, nel XVI secolo diede origine all'attuale cittadina. Dal XIV secolo il borgo appartenne ai Principi di Campofiorito, nel 1625 fu possesso della nobile famiglia Diana con il titolo di marchesi e ad essa rimase sino all'abolizione dei diritti feudali. Di particolare rilevanza il festival nazionale dei fuochi di artificio che si tiene ogni anno il 2 Agosto in occasione della festa di S. Stefano.
ACI SANT'ANTONIO - La piazza centrale è dominata dall'imponente facciata del Duomo, ricostruito dopo il terribile terremoto del 1693. Dalla piazza si snoda la centrale via Vittorio Emanuele chiusa, in fondo, da ciò che resta del palazzo della famiglia dei Principi Riggio. La cittadina ha subito, nel corso dei secoli passati, un notevole cambiamento urbano determinato dalle frequenti eruzioni del vicino vulcano Etna e dal terremoto del 1693.
L''ETNA - Il maestoso vulcano con i suoi 3.345 m s.l.m. è più alto d'Europa ed uno dei più attivi dell'intero pianeta, si trova in corrispondenza del margine orientale della Sicilia dove prima circa 500.000 anni fa esisteva un golfo marino poco profondo detto pre-etneo e domina tutto il territorio attorno alle Aci, circondato da migliaia di colori e forme, torreggia sopra il trasparente mare Jonio, che lambisce la roccia lavica della costa della Riviera dei Ciclopi. Meta di turisti di tutto il mondo e noto anche come Mongibello, l'Etna attira l'attenzione degli escursionisti con le sue distese laviche e il cratere centrale, la parte più elevata, dispone di adeguati impianti per la pratica degli sport e discipline invernali. Il territorio circostante, abbraccia molte città e paesi ma la più conosciuta e sicuramente l'area cosiddetta delle Aci, che furono protagonisti fin dai tempi più remoti di leggende e miti. Il più noto è quello del Ciclope Polifemo, che, secondo la leggenda, abitava negli antri del vulcano. Nell'Odissea Omero narra come Ulisse l'abbia accecato del suo unico occhio e gli sia poi sfuggito con un abile trucco, sotto la pancia delle pecore del ciclope, suscitando le sue ire. Polifemo, nel tentativo di colpire le navi di Ulisse in fuga, scaglia alla cieca in mare dei massi giganteschi, questi massi sarebbero i famosi Faraglioni di Acitrezza, simbolo indelebile del richiamo turistico della cittadina. Il persistente stato di attività, solo negli ultimi 50 anni si sono verificate una trentina di eruzioni laviche, ne ha fatto un vero laboratorio scientifico meta di ricercatori e scienziati di tutto il mondo. Tra le innumerevoli manifestazioni eruttive verificatesi nel corso dei secoli si ricorda quella del 1693, che distrusse quasi completamente Catania. Per l'eccezionale valore paesaggistico, ambientale e naturalistico il suo territorio è stato dichiarato Parco Naturale.
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