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L'isola Lachea si è originata durante il Pleistocene medio, circa 500.000 anni fa, dalle prime eruzioni sottomarine, infatti si nota benissimo, la copertura rocciosa di colore biancastro che ricopre la parte superiore, un fenomeno che si origina dalla trasformazione, per effetto termico, delle argille sottomarine al contatto con la sottostante lava incandescente. Il nome Lachea, di origine greco-bizantina, significa "pianeggiante" e ha un'altezza massima di circa 70 metri e una circonferenza calcolata intorno ai 700 metri. Probabilmente, in un'epoca antichissima, fu abitata da antiche popolazioni che vivevano sulla costa, infatti, sono state ritrovate tombe dell'epoca dei Siculi.
Nel '600 l'isola Lachea faceva parte, come tutto il territorio Acitrezza, del feudo di Aci S. Antonio e S. Filippo appartenente alla famiglia dei principi Riggio di Campofiorito, per poi passare di proprietà, a fine '800, alla famiglia catanese dei marchesi Gravina. Nel 1828, l'isola entrò a far parte del Comune di Acicastello, ma restò in mano ai Gravina esattamente al marchese Luigi Gravina che nel 1898, con un atto notarile, donò l'isola Lachea all'Università di Catania, a condizione che vi svolgesse studi e ricerche sulla fauna marina. L'isola Lachea, infatti, ospita due piccoli edifici, il fabbricato posto in basso, dispone tre locali e in passato è stato utilizzato come laboratorio. L'atra costruzione nella parte alta (il Museo) di fauna ittica dove è possibile ammirare vari tipi di pesci del Mediterraneo, è costituito da due locali ed è raggiungibile mediante una scalinata.
I Faraglioni e l’isola Lachea costituiscono l'arcipelago dei Ciclopi che rappresenta un ambiente ecologico e geologico che ha pochi confronti nel Mediterrano. Il termine greco Akis (in italiano, punta) è stato dato dai colonizzatori greci alle punte dei Faraglioni indicatori di rotta per le navi provenienti da Oriente. Situate sul tratto di mare antistante Acitrezza dalla gente del luogo sono indicati con nomi in dialetto. I faragghiuni, i faragghiuneddi, gli scogli du zu Janu cioè, di zio Sebastiano (zu Janu di terra e zu Janu di fora), detti così a seconda di dove si metteva a pescare con la sua barchetta un certo Sebastiano Greco agli inizi del secolo scorso, a longa fra l'isola Lachea e il Faraglione grande e a pitrudda tra i due Faraglioni, conosciuti anche come il faraglione 'ranni, cioè grande, 'du menzu, quello di mezzo e il terzo 'd'acceddi, degli uccelli, costituendo una sorta di arco di dimensioni decrescenti che si protende verso Acitrezza, arrivando sin quasi alla spiaggia.
Il Faraglione grande è conosciuto anche con il nome di faragghiuni S. Maria infatti sul versante nord è stata costruita una scala in muratura che porta ad una piazzola di cemento, dove l'11 settembre del 1954 è stata collocata una statua in marmo di Carrara della Madonna Ausiliatrice, autore dell'opera Rosario Piazza scultore di Acitrezza che la scolpì nel luogo dove esisteva l'antico lavatoio di Trezza.
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