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Mercoledì 22 Febbraio 2012
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La festa di S. Giovanni Battista

S. GiovanniIl 24 di giugno di ogni anno si festeggia ad Acitrezza il Patrono S. Giovanni Battista. Una tradizione che risale alla prima metà del settecento intorno al 1750 quando si inaugurò la statua del santo che come narra la leggenda, fu costruita da un certo Lo Faro di Acitrezza che chiusosi in una stanza del palazzo del principe Riggio, dove stette privo di contatti con il mondo esterno fino al compimento dell'opera, utilizzò come modello un membro della famiglia Gilletti di Acitrezza.

La banda e fuochi d’artificio svegliano gli abitanti e i fedeli del borgo marinaro che si radunano nella piazza antistante la chiesa, gli uomini indossano il fazzoletto rosso e giallo sul collo, colori che fanno riferimento al Santo, le donne e i bambini indossano "U vutu" il voto che è un sacco di colore rosso con un cordoncino giallo sulla vita, per poi assiepare la chiesa ed assistere alla santa messa e alla svelata della statua lignea di S. Giovanni.

U Pisci a mari. Nel pomeriggio il paese si tinge di folklore con la pantomima, "u pisci a mari" rito propiziatorio, parodia della pesca del pesce spada che ogni anno i pescatori di Acitrezza dedicano al Santo Patrono con tanta devozione. I pescatori, vestono dei pantaloni tagliati a listelli dal ginocchio in giù, una maglietta rossa con un nastro giallo (colori che fanno riferimento al Santo), con in mano delle canne fresche piene di foglie verdi; solo uno di loro indossa una maglietta gialla, portando con sé un ombrello rosso cinto di nastri gialli. Armati e in fila indiana, collegati tra di loro da una corda spessa, danzano e cantano per la via principale del paese seguiti dalle bande musicali, si dirigono verso il porticciuolo.

U pisci a mariIl loro compito è quello di arpionare u pisci, provetto nuotatore che furtivamente s’immerge nello specchio di acqua teatro della pantomima, nascondendosi tra le numerose imbarcazioni. In uno scenario scandito dalle urla della gente, ha così inizio la pesca. Giunti in mare, tre di loro salgono nella barca anch'essa sistemata con nastri e fiori. Il quarto è il pesce uomo che si getta in acqua. Il quinto è il "raisi", colui che dirige la pesca, si posiziona sul punto più alto del braccio del molo, con il compito di avvistare il pesce.

Il pesce, dopo vari tentativi, viene preso e levato a bordo tra festeggiamenti, applausi e il suono della banda, ma l’uomo-pesce riesce sempre a scappare. I pescatori imprecano, si accapigliano e u Raisi, disperato, si getta in acqua. Dopo vari tentativi i pescatori ormai sfiniti e in preda alla disperazione capovolgono la barca e tornano a terra.

Questa festa è considerata una delle manifestazioni popolari più importanti della Sicilia. Nella semplicità della rappresentazione, recitata da pescatori locali, è presente tutta la profondità del rapporto tra l’uomo e il mare, il pescatore e la preda, da Verga ad Hemingway.

Dopo la manifestazione, i fedeli attendono in piazza G. Verga, di fronte la chiesa, l'uscita del santo portato a spalla dai fedeli sino alla "vara", il fercolo che lo porterà per le vie del paese accompagnato dalla banda, dai fedeli e dai fuochi d'artificio.

Il fercolo fa rientro a tarda sera tra luci artistiche e un onda di fazzoletti di colore giallo e rosso che accoglie l’entrata del santo all’ingresso della chiesa, lentamente la statua fa il suo rientro nell’altare maggiore, dove al pianto e al grido dei fedeli, "dicemulu tutti cu tuttu u cori...Evviva San Giuanni", "dicemulu tutti picciri e ranni...Evviva San Giuanni", "dicemulu tutti senza stancarini...Evviva San Giuanni", verrà deposto fino al prossimo anno. La festa si conclude con i tradizionali fuochi d’artificio che fanno brillare il cielo sopra l'isola Lachea e i faraglioni.

 

La festa della Madonna della Buona Nuova

Madonna della Buona NuovaLa Madonna della Buona Nuova "Protettrice dei marinai" viene festeggiata ad Acitrezza sin dal 1923, la prima domenica di settembre di ogni anno. Durante la festa "a vara" il fercolo della Madonna percorre le strade di Acitrezza accompagnata dai fedeli tra il suono della banda e i botti dei fuochi d'artificio.

La statua della Madonna con il Bambinello che tiene in mano un bastimento e la mano della Madonna che tiene un'ancora, segni indelebili dei marinari, si trova nella chiesa di San Giovanni Battista ed è datata 1911 opera dell'acese Angelo Musumeci. Lungo la via Provinciale/Marina del paese esiste, sin dal 1871, un "altarino" dove si trova un dipinto raffigurante la Madonna con in braccio il Bambin Gesù con un piccolo bastimento tra le mani, allora la via Marina faceva parte della via Provinciale ed era l'unica strada che da Acitrezza portava ad Acireale. Essendo però molto stretta si pensò nel 1837 di sostituirla, facendo passare il prolungamento della via Provinciale alle spalle di via Marina, ed è da qui che la devozione alla Madonna della Buona Nuova in Acitrezza affonda le sue radici. Nel quartiere "scalazza" quasi a monte di Acitrezza oggi esiste la suggestiva chiesa all'aperto della Madonna, dove vengono celebrate messe e matrimoni. Sul versante nord del faraglione grande in tempi recenti è stata costruita una scala in muratura che porta ad una piazzola di cemento, dove l'11 settembre del 1954 è stata collocata una statua in marmo di Carrara della Madonna Ausiliatrice, autore dell'opera Sarino Piazza scultore di Acitrezza che la scolpì nel luogo dove esisteva l'antico lavatoio di Trezza. Raggiungibile in barca, dopo aver percorso la scalinata che porta alla piazzola dove è ubicata la Madonna, si può ammirare anche il suggestivo paesaggio di Acitrezza, meta di coppie appena sposate che vanno a depositare un mazzolino di fiori affinché la madonna le protegga.

La festa si chiude con il rientro della Madonna in Chiesa e i fuochi d'artificio finali che irradiano l'isola Lachea e i faraglioni.

In occasione dei festeggiamenti, il venerdì si svolge il Festival della Canzone "Città di Acitrezza", manifestazione nata nel 1992 che prevede l'esibizione canora di trezzoti di tutte le età.

 

 

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