| Miti e Leggende |
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La Terra dei Ciclopi
Aci e Galatea La mitologia invece ha ambientato, nella costa Jonica, una delle leggende più poetiche dell'antichità, quella che racconta la vicenda passionale della bella ninfa Galatea (figlia del dio marino Nereo e della ninfa Doride) e del suo innamorato il pastorello Aci (figlio di Fauno e della ninfa Simite). Il Ciclope Polifemo (figlio di Poseidone dio del mare) anch'egli pazzamente innamorato della ninfa Galatea, schiacciò il rivale sotto un enorme macigno, Giove e gli dei, impietositi dallo strazio di Galatea, trasformarono il sangue del pastorello Aci in un limpido fiume che scorrendo perenne, trova pace tra le braccia di Galatea, che l'attende nell'azzurro Jonio, ove i due amanti si fondono in un abbraccio senza fine. Polifemo non si è mai rassegnato e sbuffando di rabbia copre di tanto in tanto questo tenero abbraccio con una coltre di lava. Il fiume Aci che ha dato il nome alle nove cittadine che attraversava, scorreva nei pressi di Capo Mulini piccolo borgo di pescatori a meno di un chilometro da Acitrezza. La fantasia dell'uomo ha probabilmente così voluto trasformare, in poesia, eventi e cose naturali. L'infuriare periodico delle eruzioni dell'Etna (la violenza del Ciclope Polifemo), la spuma del mare (il candore della ninfa Galatea) e il fiume Aci, (il pastorello innamorato). Questo mito è servito nei secoli a riempire la vita delle genti acesi che vivono ai pedi dell'Etna, tra le bellezze delle terre fecondate dalle acque di Aci e lo splendore di Galatea, in cui si specchiano i Faraglioni lanciati da Polifemo. Il poeta Teocrito, vissuto tra il quarto e il terzo secolo avanti Cristo, dedicò alla leggenda di Aci e Galatea uno dei suoi "Idilli", ma anche il poeta Ovidio, nella letteratura romana, riservò alla romantica vicenda gran parte del libro XIII del suo poema "Le Metamorfosi". La leggenda era quindi molto conosciuta anche in antichità, infatti, sono state ritrovate le immagini che rievocano la vicenda, dipinte su vasellame dell'antica Grecia, ma anche in tombe etrusche e negli affreschi delle rovine di Pompei. Nella Villa Belvedere di Acireale un gruppo marmoreo, opera dello scultore Rosario Anastasi, raffigura Galatea che si dispera accanto al corpo straziato del pastorello Aci (foto sopra).
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Miti e Leggende

La terra abitata dai Ciclopi, così Omero definisce la Sicilia nell'Odissea e narra la leggenda della cattura di, Ulisse re di Itaca, da parte del Ciclope Polifemo, il gigante con un solo occhio in fronte, prevalendo sulla forza del Ciclope con l'intelligenza, accecandolo dell'unico occhio mentre dormiva e dopo averlo ubriacato, Ulisse riesce a fuggire, avendo detto di chiamarsi Nessuno, non viene inseguito dagli altri Ciclopi fratelli di Polifemo, che accorsi al richiamo del gigante, si sentono dire che l'autore dell'accecamento è stato Nessuno. Ulisse scappa con le sue dodici navi, mentre il disperato Ciclope scaglia degli enormi massi di lava in mare, nel tentativo di colpirlo.